MELONI

REGOLAMENTO (CE) N. 1093/97

DELLA COMMISSIONE

Del 16 giugno 1997

recante norme di commercializzazione per i meloni

G.U. CE N - L 158 del 17/06/1997 (pag. 22)

e modifiche apportate con

G.U. CEE N - L 103 del 28/04/2000 Reg. 850/2000 (pag. 21)

e G.U. CEE N - L 214 del 8/08/2001 Reg. 1615/2001 (pag. 21)

Modificato dal Reg. (CE) 46/2003 del 10 gennaio 2003 - G.U. 7 del 11/01/03 (pag. 61)

Norma per meloni

I. DEFINIZIONE DEL PRODOTTO

La presente norma si applica ai meloni delle varietà (cultivar) derivate da Cucumis melo L., destinati ad essere forniti allo stato fresco al consumatore, esclusi i meloni destinati alla trasformazione industriale.

II. DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA QUALITÀ

La norma ha lo scopo di definire le caratteristiche qualitative che i meloni devono presentare dopo condizionamento e imballaggio.

A. Caratteristiche minime

In tutte le categorie, tenuto conto delle disposizioni specifiche previste per ogni categoria e delle tolleranze ammesse, i meloni devono essere:

‑ interi ([1]);

‑ sani: sono esclusi i prodotti affetti da marciume o che presentino alterazioni tali da renderli inadatti al consumo;

‑ puliti, praticamente privi di sostanze estranee visibili;

‑ di aspetto fresco;

‑ praticamente esenti da parassiti;

‑ praticamente esenti da attacchi di parassiti;

‑ consistenti;

‑ privi di umidità esterna anormale;

‑ privi di odori e/o sapori estranei.

I meloni devono essere sufficientemente sviluppati e di maturità soddisfacente ([2]) .

Lo stato e il grado di sviluppo dei meloni devono essere tali da consentire:

‑ il trasporto e le operazioni connesse, e

‑ l'arrivo al luogo di destinazione in condizioni soddisfacenti.


B. Classificazione

I meloni sono classificati in due categorie:

i) Categoria I

I meloni di questa categoria devono essere di buona qualità e devono presentare le caratteristiche tipiche della varietà o del tipo commerciale.

Sono ammessi i seguenti lievi difetti purché non siano tali da compromettere l'aspetto generale, la qualità, la conservazione o la presentazione del prodotto nell'imballaggio:

‑ un lieve difetto di forma,

‑ un lieve difetto di colorazione (non è considerato un difetto una colorazione pallida della parte della buccia del frutto che è stata in contatto con il suolo durante la crescita),

‑ leggeri difetti della buccia dovuti a strofinamento e alle manipolazioni,

‑ lievi screpolature cicatrizzate attorno al peduncolo di lunghezza inferiore a 2 cm e che non raggiungano la polpa.

I frutti raccolti con il peduncolo devono presentare un peduncolo di lunghezza inferiore a 2 cm.

ii) Categoria II

Questa categoria comprende i meloni che non possono essere classificati nella categoria I, ma che rispondono alle caratteristiche minime sopra definite.

Sono ammessi i seguenti difetti, purchè i meloni conservino le loro caratteristiche essenziali di qualità, di conservazione e di presentazione:

‑ difetti di forma;

‑ difetti di colorazione (non è considerato un difetto una colorazione pallida della parte della buccia del frutto che è stata in contatto con il suolo durante la crescita);

‑ lievi ammaccature;

‑ lievi screpolature o fenditure secche che però non intaccano la polpa del frutto;

‑ difetti della buccia dovuti a strofinamento e alle manipolazioni.

III. DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA CALIBRAZIONE,

Il calibro è determinato dal peso di ciascun melone o dal diametro della sezione massima normale all'asse del frutto.

I calibri minimi sono i seguenti:

Calibrazione attraverso il peso:

«Charentais» e meloni del tipo «Ogen» e «Galia» 250 grammi

‑ altri meloni 300 grammi

Calibrazione attraverso il diametro:

«Charentais» e meloni del tipo «Ogen» e «Galia» 7,5 cm

‑ altri meloni 8,0 cm

Se il calibro è espresso in unità di peso, il peso del melone più grande di uno stesso imballaggio non deve superare di oltre il 50% (30% per i meloni del tipo «Charentais») quello del melone più piccolo.

Se il calibro è espresso in misura del diametro, il diametro del melone più grande di uno stesso imballaggio non deve superare di oltre il 20% (10% per i meloni del tipo «Charentais») quello del melone più piccolo.

La calibrazione è obbligatoria per entrambe le categorie.

IV. DISPOSIZIONI RELATIVE ALLE TOLLERANZE

In ogni imballaggio sono ammesse tolleranze di qualità e di calibro per i prodotti non conformi alle caratteristiche della categoria ed al calibro indicati.

A. Tolleranze di qualità

i) Categoria I

Il 10% in numero o in peso, di meloni non rispondenti alle caratteristiche della categoria, ma conformi a quelle della categoria II o, eccezionalmente, ammesse nelle tolleranze di tale categoria.

ii) Categoria Il

Il 10% in numero o in peso, di meloni non rispondenti alle caratteristiche della categoria, nè alle caratteristiche minime, ad eccezione dei prodotti affetti da marciume o che presentino qualsiasi altra alterazione che li renda inadatti al consumo.

B. Tolleranze di calibro

Per tutte le categorie, il 10%, in numero o in peso, di meloni di calibro inferiore o superiore a quello indicato sull'imballaggio.

V. DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA PRESENTAZIONE

A. Omogeneità

Il contenuto di ciascun imballaggio deve essere omogeneo e comprendere soltanto meloni della stessa origine, varietà o tipo commerciale, della stessa qualità e dello stesso calibro; i frutti devono inoltre aver raggiunto apprezzabilmente lo stesso grado di maturità e di sviluppo e devono presentare apprezzabilmente la stessa colorazione.

La parte visibile del contenuto dell'imballaggio deve essere rappresentativa dell'insieme.

In deroga alle precedenti disposizioni della presente parte, i prodotti disciplinati dal presente regolamento possono essere mescolati, in imballaggi di vendita aventi peso netto inferiore a 3 chilogrammi, con prodotti ortofrutticoli freschi di specie differenti, alle condizioni previste dal Reg. (CE) n. 48 della Commissione (GU L 7 del’11.1.2003, pag. 65).

B. Condizionamento

I meloni devono essere condizionati in modo che sia garantita una protezione adeguata del prodotto.

I materiali utilizzati all'interno dell'imballaggio devono essere nuovi, puliti e di sostanze che non possano provocare alterazioni esterne o interne dei prodotti. L'impiego di materiali e, in particolare, di carte o marchi recanti indicazioni commerciali, è ammesso soltanto se la stampa o l'etichettatura sono realizzate con inchiostro o colla non tossici.

Gli imballaggi devono essere privi di qualsiasi corpo estraneo.

VI. DISPOSIZIONI RELATIVE ALLE INDICAZIONI ESTERNE

Ciascun imballaggio deve recare, in caratteri raggruppati su uno stesso lato, leggibili, indelebili e visibili dall'esterno le indicazioni che seguono:

A. Identificazione

Imballatore e/o speditore: nome e indirizzo o simbolo di identificazione rilasciato o riconosciuto da una competente autorità ufficiale. Tuttavia, se viene utilizzato un codice (simbolo di identificazione), la dicitura «imballatore» e/o «speditore» (o un'abbreviazione equivalente), deve comparire in prossimità di tale codice (simbolo di identificazione).

B. Natura del prodotto

« Meloni », se il contenuto non è visibile dall'esterno.

‑ Denominazione della varietà o del tipo commerciale (ad es. «Charentais»).

C. Origine del prodotto

Paese d'origine ed eventualmente zona di produzione o denominazione nazionale, regionale o locale.

D. Caratteristiche commerciali

- Categoria,

- Calibro, espresso dalle misure dei diametri minimo e massimo o dei pesi minimo e massimo dei meloni,

- Numero dei pezzi (facoltativo),

- Tenore minimo di zucchero, misurato mediante refrattometro ed espresso in valore Brix (facoltativo).

E. Marchio ufficiale di controllo (facoltativo).

 



[1] Non è tuttavia considerato un difetto una piccola lesione cicatrizzata dovuta alla misurazione automatica dell'indice rifrattometrico.

[2] L'indice rifrattorrietrico della polpa deve essere uguale o superiore all'8% misurato al centro della polpa della sezione massima normale sull'asse dei frutto.