LATTUGHE

RICCE

SCAROLE

REGOLAMENTO (CE) N. 1543/2001

DELLA COMMISSIONE

del 27 luglio 2001

che stabilisce la norma di commercializzazione applicabile

alle lattughe, alle indivie ricce e alle scarole

G.U. CE N - 203 del 28/07/01 - pag. 9 - Reg. n. 1543/01

Modificato dal Reg. (CE) 46/2003 del 10 gennaio 2003 - G.U. 7 del 11/01/03 (pag. 61)

Norma per le lattughe, le indivie ricce e le scarole

I. DEFINIZIONE DEI PRODOTTI

La presente norma si applica:

- alle lattughe delle varietà (cultivar) derivate:

· dalla Lactuca sativa L. var. capitata L. (lattughe a cappuccio, comprese quelle del tipo "Iceberg"),

· dalla Lactuca sativa L. var. longifolia Lam. (lattughe romane)

· dalla Lactuca sativa L. var. crispa L. (lattughe da taglio),

· da incroci di queste varietà, nonchè

- alle indivie ricce della varietà (cultivar) derivate dal Cichorium endivia L. var. crispum Lam., e

- alle scarole delle varietà (cultivar) derivate da Cichorium endivia L. var. latifolium Lam.,

destinate ad essere fornite allo stato fresco al consumatore.

La presente norma non si applica né ai prodotti destinati alla trasformazione industriale, né a quelli commercializzati sotto forma di foglie staccate, né alle lattughe in vaso.

II. CARATTERISTICHE QUALITATIVE

La norma ha lo scopo di definire le caratteristiche qualitative che le lattughe, le indivie ricce e le scarole devono presentare dopo il condizionamento e l'imballaggio.

A. Caratteristiche minime

In tutte le categorie, tenuto conto delle disposizioni specifiche previste per ciascuna categoria e delle tolleranze ammesse, i prodotti devono essere:

- interi,

- sani, sono esclusi i prodotti affetti da marciume o che presentino alterazioni tali da renderli inadatti al consumo,

- puliti e mondati, cioè praticamente privi di terra e di ogni altro substrato e praticamente privi di sostanze estranee visibili,

- all'apparenza freschi,

- turgidi,

- praticamente esenti da parassiti,

- praticamente esenti da attacchi parassitari,

- non prefioriti,

- privi di umidità esterna anormale,

- privi di odore e/o sapore estranei.

Per le lattughe, è ammesso un difetto di colorazione tendente al rosso, causato da un abbassamento di temperatura durante il ciclo vegetativo, semprechè l'aspetto non ne risulti seriamente alterato.

Il torsolo deve essere reciso in modo netto in corrispondenza della corona fogliare esterna.

I prodotti devono presentare uno sviluppo normale.

Lo stato e il grado di sviluppo dei prodotti devono essere tali da consentire:

- il trasporto e le operazioni connesse,

- l'arrivo al luogo di destinazione in condizioni soddisfacenti.

B. Classificazione

I prodotti sono classificati nelle due categorie seguenti:

i) Categoria I

I prodotti di questa categoria devono essere di buona qualità e possedere le caratteristiche della varietà o del tipo commerciale, in particolare per quanto riguarda la colorazione.

Essi devono essere:

- ben formati,

- consistenti, tenuto conto del sistema di coltivazione e del tipo di prodotto,

- esenti da danneggiamenti e alterazioni che ne pregiudichino la commestibilità,

- esenti da danni provocati dal gelo.

Le lattughe a cappuccio devono avere un solo grumolo, ben formato. Per le lattughe a cappuccio ottenute in coltura protetta è ammesso un grumolo ridotto.

Le lattughe romane devono presentare un cuore, che può essere ridotto.

Le indivie ricce e le scarole devono presentare una colorazione gialla della parte centrale.

ii) Categoria II

Questa categoria comprende i prodotti che non possono essere classificati nella categoria I, ma che rispondono alle caratteristiche minime sopra definite.

Essi devono essere:

abbastanza ben formati,

- a difetti e alterazioni che ne pregiudichino seriamente la commestibilità

I prodotti possono presentare:

- leggeri difetti di colorazione,

- lievi danni dovuti a parassiti.

Le lattughe a cappuccio devono presentare un grumolo, che può essere ridotto. Per le lattughe a cappuccio ottenute in coltura protetta è ammessa tuttavia la mancanza del grumolo.

Le lattughe romane possono non presentare un cuore.

III. DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA CALIBRAZIONE

La pezzatura è determinata dal peso unitario.

A. Peso minimo

Il peso minimo per le categorie I e II è il seguente:

 

di pieno campo

in coltura protetta

Lattughe a cappuccio, eccetto quelle del tipo Iceberg, e lattughe romane, eccetto le lattughe a foglie spesse

150 g

100 g

lattughe del tipo Iceberg

300 g

200 g

lattughe da taglio e lattughe a foglie spesse

100 g

100 g

indivie ricce e scarole

200 g

150 g

B. Omogeneità

a) Lattughe

Per tutte le categorie contenute in uno stesso imballaggio, la differenza di peso tra il cespo più leggero e quello più pesante non deve superare:

- 40 g. se il cespo più leggero ha un peso inferiore a 150 g,

- 100 g. se il cespo più leggero ha un peso compreso tra 150 e 300 g,

- 150 g. se il cespo più leggero ha un peso compreso tra 300 e 450 g,

- 300 g. se il cespo più leggero ha un peso superiore a 450 g.

b) Indivie ricce e scarole

Per tutte le categorie contenute in uno stesso imballaggio, la differenza di peso tra il cespo più leggero e quello più pesante non deve superare 300 g.

IV. DISPOSIZIONI RELATIVE ALLE TOLLERANZE

Per i prodotti non conformi ai requisiti della categoria indicata sono ammesse in ogni imballaggio tolleranze di qualità e di pezzatura.

A. Tolleranze di qualità

i) Categoria I

Il 10% in numero di cespi non rispondenti alle caratteristiche della categoria, ma conformi a quelle della categoria II o eccezionalmente ammessi nelle tolleranze di questa categoria.

ii) Categoria II

Il 10% in numero di cespi non rispondenti alle caratteristiche della categoria nè alle caratteristiche minime, esclusi tuttavia i prodotti visibilmente affetti da marciume o che presentino qualsiasi altra alterazione che li renda inadatti al consumo.

B. Tolleranze di pezzatura

Per tutte le categorie: il 10% in numero di cespi non rispondenti i requisiti di pezzatura, ma di peso inferiore o superiore del 10% al massimo alla pezzatura richiesta.

V. DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA PRESENTAZIONE

A. Omogeneità

Il contenuto di ciascun imballaggio deve essere omogeneo e comprendere soltanto insalate della stessa origine, varietà o tipo commerciale, qualità e pezzatura.

Sono tuttavia autorizzati imballaggi contenenti miscugli di diversi tipi di prodotti cui si applica la presente norma, a condizione che tali prodotti siano omogenei quanto alla qualità e, per ogni tipo interessato, al calibro. Inoltre, i tipi di prodotti presenti nell'imballaggio devono essere facilmente riconoscibili e la proporzione di ciascuno di essi deve essere visibile senza dover danneggiare l'imballaggio.

La parte visibile del contenuto dell'imballaggio deve essere rappresentativa dell'insieme.

In deroga alle precedenti disposizioni della presente parte, i prodotti disciplinati dal presente regolamento possono essere mescolati, in imballaggi di vendita aventi peso netto inferiore a 3 chilogrammi, con prodotti ortofrutticoli freschi di specie differenti, alle condizioni previste dal Reg. (CE) n. 48 della Commissione (GU L 7 del 11.1.2003, pag. 65).

B. Condizionamento

I prodotti devono essere condizionati in modo da garantirne una protezione adeguata.

I materiali utilizzati all'interno dell'imballaggio devono essere nuovi, puliti e di sostanze che non possano provocare alterazioni esterne o interne dei prodotti. L'impiego di materiali e, in particolare, di carte o marchi contenenti indicazioni commerciali è autorizzato, purchè la stampa o l'etichettatura siano realizzate mediante inchiostro o colla non tossici.

Gli imballaggi devono essere privi di qualsiasi corpo estraneo.

C. Presentazione

I prodotti presentati su più strati possono essere disposti con le basi e le parti centrali a contatto, a condizione che gli strati e i grumoli siano adeguatamente protetti o separati.

VI. DISPOSIZIONI RELATIVE ALLE INDICAZIONI ESTERNE

Ciascun imballaggio deve recare, in caratteri raggruppati su uno stesso lato, leggibili, indelebili e visibili dall'esterno, le indicazioni in appresso riportate.

A. Identificazione

Imballatore e/o speditore: nome e indirizzo o simbolo di identificazione rilasciato o riconosciuto da un servizio ufficiale. Tuttavia, se viene utilizzato un codice (identificazione simbolica), la dicitura "imballatore e/o speditore" (o un'abbreviazione equivalente) deve essere indicata accanto al codice (identificazione simbolica).

B. Natura del prodotto

"lattughe", "lattughe Batavia", "lattughe Iceberg", "lattughe romane", "lattughe da taglio" (o, ad esempio, foglie di quercia , lollo bionda , lollo rossa ) "indivie ricce", "scarole" o una definizione che sia sinonimo della varietà in causa quando il contenuto dell'imballaggio non è visibile dall'esterno;

- ove del caso, "lattughe a foglie spesse" o una definizione che sia sinonimo di tale varietà,

- se del caso, l'indicazione "ottenute in coltura protetta" o un'altra indicazione appropriata,

- il nome della varietà (facoltativo)

- in caso di miscuglio di diversi tipi di prodotti:

· l'indicazione "miscuglio di insalate", "insalate miste", oppure

· l'indicazione del tipo di ciascuna insalata e, se il contenuto non è visibile dall'esterno, del numero di pezzi di ciascun tipo.

C. Origine del prodotto

Paese d'origine ed eventualmente zona di produzione e denominazione nazionale, regionale o locale.

D. Caratteristiche commerciali

- Categoria.

- Pezzatura (peso minimo a cespo) o numero di cespi.

- Peso netto (facoltativo).

E. Marchio ufficiale di controllo (facoltativo).