KIWI

REGOLAMENTO (CEE) N. 410/90

DELLA COMMISSIONE

del 16 febbraio 1990

che stabilisce norme di qualità per i kiwi

G.U. CEE N - L 43 del 17/2/1990 (pag. 23)

Modificato dal Reg. (CE) 46/2003 del 10 gennaio 2003 - G.U. 7 del 11/01/03 (pag. 61)

Norma di qualità per kiwi

I. DEFINIZIONE DEL PRODOTTO

La presente norma si applica ai kiwi (denominati anche "Actinidia") delle varietà (cultivar) derivate dall'Actinidia chinensis (Planch.) o dall'Actinidia deliciosa (A. Chev. C.F. Llang e A. E. Ferguson), destinati a essere forniti allo stato fresco al consumatore, esclusi i kiwi destinati alla trasformazione industriale.

II. DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA QUALITA'

La norma è intesa a definire le caratteristiche qualitative che i kiwi devono presentare dopo condizionamento e imballaggio.

A. Caratteristiche minime

In tutte le categorie, tenuto conto delle disposizioni specifiche previste per ciascuna categoria e delle tolleranze ammesse, i kiwi devono essere:

‑ interi (ma senza peduncolo);

‑ sani; sono comunque esclusi i prodotti affetti da marciume o che presentino alterazioni tali da renderli inadatti al consumo;

‑ puliti, praticamente privi di sostanze estranee visibili;

‑ sufficientemente sodi, nè molli, nè avvizziti, nè impregnati di acqua;

‑ ben formati; sono esclusi i frutti doppi o multipli;

‑ praticamente privi di parassiti;

‑ praticamente privi di danni provocati da parassiti;

‑ privi di umidità esterna anormale;

‑ privi di odore e/o sapore estranei.

I prodotti devono essere sufficientemente sviluppati e avere un grado di maturazione sufficiente (Per rispettare questa disposizione, al momento del raccolto, i frutti devono aver raggiunto un grado di maturazione, constatato mediante il test di Brix, di almeno il 6,2%)

Lo sviluppo e lo stato dei kiwi devono essere tali da consentire:

‑ il trasporto e le operazioni connesse;

‑ l'arrivo al luogo di destinazione in condizioni soddisfacenti.

B. Classificazione

I kiwi sono classificati nelle tre categorie seguenti:

i) Categoria "Extra"

I kiwi di questa categoria devono essere di qualità superiore. Devono essere ben sviluppati e presentare tutte le caratteristiche e la colorazione tipiche della varietà.

Devono essere privi di difetti, salvo lievissime alterazioni superficiali, che non pregiudichino la qualità e l'aspetto del prodotto o la sua presentazione nell'imballaggio.

ii) Categoria I

I kiwi di questa categoria devono essere di buona qualità.

I frutti devono essere sodi e la polpa non deve presentare difetti.

Devono presentare le caratteristiche tipiche della varietà. Tuttavia, sono ammessi i difetti seguenti, purchè non pregiudichino l'aspetto esterno del frutto nè la sua conservazione:

‑ un lieve difetto di forma (escluse protuberanze o malformazioni);

‑ un lieve difetto di colorazione;

‑ un difetto superficiale della buccia, purchè la superficie totale non superi 1 cm2;

‑ un piccolo "segno di Hayward", caratterizzato da una linea longitudinale senza protuberanze.

III) Categoria II

Questa categoria comprende i kiwi che non possono essere classificati nelle categorie superiori ma che rispondono alle caratteristiche minime sopra definite.

I frutti devono essere sufficientemente sodi e la polpa non deve presentare gravi difetti.

Tuttavia, sono ammessi i difetti seguenti, purchè i kiwi conservino le loro caratteristiche essenziali per quanto riguarda la qualità, la conservazione e la presentazione:

‑ difetti di forma;

‑ difetti di colorazione;

‑ difetti della buccia, quali piccole fenditure o scalfitture cicatrizzate, purchè la superficie totale non superi 2 cm2 ;

‑ diversi "segni di Hayward" più pronunciati, con lieve protuberanze;

‑ lievi ammaccature.

III. DISPOSIZIONI CONCERNENTI LA CALIBRAZIONE

La calibrazione è determinata dal peso dei frutti.

Il peso minimo per la categoria "Extra" è di 90 g, per la categoria I è di 70 g, quello per la categoria II di 65 g.

La differenza di peso fra il frutto più grande e quello più piccolo in ciascun imballaggio non deve superare:

‑ 15 g per i frutti di peso inferiore a 85 g;

‑ 20 g per i frutti di peso di 85/120 g;

‑ 30 g per i frutti di peso di 120 g e più.

IV. DISPOSIZIONI CONCERNENTI LE TOLLERANZE

Sono ammesse tolleranze di qualità e di calibro per i prodotti di ciascun imballaggio non conformi ai requisiti della categoria indicata.

A. Tolleranze di qualità

i) Categoria "Extra"

Il 5% in numero o in peso di kiwi non rispondenti alle caratteristiche della categoria, ma conformi a quelle della categoria I o eccezionalmente incluse nelle tolleranze di questa categoria.

ii) Categoria I

Il 10% in numero o in peso di kiwi non rispondenti alle caratteristiche della categoria, ma conformi a quelle della categoria II o eccezionalmente incluse nelle tolleranze di questa categoria.

III) Categoria II

Il 10% in numero o in peso di kiwi non rispondenti alle caratteristiche della categoria nè alle caratteristiche minime, esclusi i frutti affetti da marciume o da alterazioni tali da renderli inadatti al consumo.

B. Tolleranze di calibro

Per tutte le categorie, il 10% in numero o in peso di kiwi non rispondenti alle disposizioni relative al peso minimo e/o al calibro.

Tuttavia, i frutti devono avere un calibro immediatamente inferiore o superiore a quello indicato oppure, nel caso del calibro minimo, non devono avere un peso inferiore a 85 g per la categoria "Extra", a 67 g per la categoria I e a 62 g per la categoria II.

V. DISPOSIZIONI CONCERNENTI LA PRESENTAZIONE

A. Omogeneità

Il contenuto di ogni imballaggio deve essere omogeneo e comprendere esclusivamente kiwi della stessa origine, varietà e qualità.

La parte visibile del contenuto dell'imballaggio deve essere rappresentativa dell'insieme.

In deroga alle precedenti disposizioni della presente parte, i prodotti disciplinati dal presente regolamento possono essere mescolati, in imballaggi di vendita aventi peso netto inferiore a 3 chilogrammi, con prodotti ortofrutticoli freschi di specie differenti, alle condizioni previste dal Reg. (CE) n. 48 della Commissione (GU L 7 del 11.1.2003, pag. 65).

B. Condizionamento

I kiwi devono essere condizionati in modo che sia garantita un'adeguata protezione del prodotto.

I materiali utilizzati all'interno dell'imballaggio devono essere nuovi, puliti e di sostanze che non possano provocare alterazioni esterne o interne dei prodotti. L'impiego di materiali, in particolare di carte o marchi recanti indicazioni commerciali, è autorizzato soltanto se la stampa o l'etichettattura sono realizzate con inchiostro o colla non tossici. Gli imballaggi devono essere privi di qualsiasi corpo estraneo.

I kiwi di categoria "Extra" devono essere disposti separati gli uni dagli altri, in modo regolare su un solo strato.

VI. DISPOSIZIONI CONCERNENTI LE INDICAZIONI ESTERNE

Ciascun imballaggio deve recare, in caratteri raggruppati sullo stesso lato, leggibili, indelebili e visibili dall'esterno, le seguenti indicazioni:

A. Identificazione

Imballatore e/o speditore: nome e indirizzo o simbolo di identificazione rilasciato o riconosciuto da un servizio ufficiale. Tuttavia, in caso di utilizzazione di un codice (identificazione simbolica), è necessario indicare accanto al codice la dicitura "imballatore e/o speditore" (o un'abbreviazione equivalente).

B. Natura del prodotto

‑ ''kiwi'' e/o "actinidia", se il contenuto non è visibile dall'esterĀ­no;

‑ denominazione della varietà (facoltativo).

C. Origine del prodotto

Paese d'origine ed eventualmente zona di produzione o denominazione nazionale, regionale o locale.

D. Caratteristiche commerciali

‑ categoria;

‑ calibro espresso dal peso minimo e massimo dei frutti nel caso di presentazione non selezionata;

‑ numero di frutti nel caso di presentazione selezionata.

E. Marchio ufficiale di controllo (facoltativo).